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...nella fattispecie tra i versi di quella canzone...Si, bravo; cmq c'è sempre qlc1 che lo ha spiegato meglio... January 14 Você é assim um sonho pra mim...Você é assim Um sonho pra mim E quando eu não te vejo Eu penso em você Desde o amanhecer Até quando eu me deito Eu gosto de você E gosto de ficar com você Meu riso é tão feliz contigo O meu melhor amigo é o meu amor E a gente canta E a gente dança E a gente não se cansa De ser criança Da gente brincar Da nossa velha infância Seus olhos meu clarão Me guiam dentro da escuridão Seus pés me abrem o caminho Eu sigo e nunca me sinto só Você é assim Um sonho pra mim Quero te encher de beijos Eu penso em você Desde o amanhecer Até quando eu me deito Eu gosto de você E gosto de ficar com você Meu riso é tão feliz contigo O meu melhor amigo é o meu amor E a gente canta E a gente dança E a gente não se cansa De ser criança Da gente brincar Da nossa velha infância. December 11 La stagione dell'amore viene e va; all'improvviso, senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.Appena aprivamo un'Ovetto Kinder si correva sotto il termosifone della sala.
Una volta negli Ovetti Kinder oltre alle sorprese ci uscivano delle cose da appiccicare (troppo facile chiamarle "adesivi"), e se capitavano tra le nostre mani finivano tutte lì sotto, la mensola di marmo del termosifone della sala.
Non so se l'abbiamo mai "consultato" quell'album, forse ci si andava solo quando c'era una new entry; ti dovevi torcere il collo x guardarci sotto.
Credo che mamma si sia pure arrabbiata le prime volte che l'abbiamo fatto... poi ci ha lasciato perdere, probabilmente ora neppure ricorda +, quel posto era mio e dio mio fratello.
Gli Ovetti Kinder... mamma me ne comprava uno ogni volta che mi accompagnava a lezione di piano, passando davanti a Bon bon shop... forse era una specie di premio... non l'ho mai capito... fattostà che a me stava bene...
Ah, a lezione di piano si andava a piedi, come anche da tutte le altre parti...
Il piano prima di comprarlo lo suonavo a casa di Zia, mi ricordo ancora le trasferte della domenica sera, io suonavo, forse Federica mi dava un po' di corda, le piaceva suonare... mamma e zia probabilmente in cucina... e tutti gli altri (deduco, xchè io guardavo il pianoforte) evidentemente si stavano curando della domenica sportiva.
Ricordo ancora quando quel pianoforte l'ho visto volare, uscendo dal terrazzo di quel casamento alla zona industriale, maneggiato da una gru... quel giorno pensai, "Che scemi papà e zio, a portarlo su si sono fatti 5 piani di scale...", non capivo...
Anche il mio piano è salito a casa mia a spalla. Siamo andati a sceglierlo a Vasto... e ci ho messo qualche anno a notare che sul lato destro (che dava contro il muro, in sala) c'era un'imperfezione nella verniciatura, grande quanto un piatto da cucina... l'avevamo pagato un po' di meno x quella storia... ma io non lo sapevo.
Il mio primo giorno di lezione di piano... ricordo... mi misero in mano una chitarra.
E io, timidissimo, (probabilmente quel grosso "arnese" me lo son tenuto in braccio pure una 10ina di minuti...) biascicai "Io veramente volevo fare il pianoforte...", avevo 7 anni...
Allora il "maestro di musica" (così lo si chiamava) di mio fratello mi porto in un'altra stanza, dove finalmente vidi un pianoforte... e mi disse... "Questo è Mauro, il tuo maestro di musica"... e io mi misi a ridere :)
Il mio maestro di Musica l'ho sempre chiamato Mauro, e lui x ovvie ragioni ha fatto lo stesso con me... c'era un po' di apprensione qnd lo chiamavo al telefono, roba del tipo "Ciao Mauro, sono Mauro!" e ci si metteva a ridere, ogni volta, x 12 anni la stessa cosa.
Mauro era diverso dall'altro maesrto di musica, infatti dopo un po' lasciò la scuola, ci spostammo (già, lo facemmo "insieme"... ricordo ancora i giorni in cui io ero l'unico suo "alunno" in una stanza che qualcuno stava intonacando...) in una scuola tutta sua, + grande, + bella...
Lorenzo, il maestro di chitarra restò da solo, e forse lì x lì mi fece pure un po' piacere, era cattivo, urlava qnd Piergiorgio sbagliava qlcsa... lui continuò a frequentarlo un'altro po' dentro un'aula che somigliava di + ad un confessionale che ad una scuola di musica...
Poi un giorno ho saputo che ha avuto un incidente in moto e mi ricordo che mi dispiacque...
La scuola di Mauro diventò presto molto popolata, c'erano un sacco di ragazzi in giro, ad ogni ora... a volte andavo a lezione... x poi scoprire che lui era al piano che suonava, c'era pure un bassista, e magari una batteria che veniva montata in mezzo alle porte, e lui mi faceva "Dai! Prendi il mio posto e andate avanti ;) oggi niente lezione!".
Ci sto male a pensare che non sono andato + a trovarlo, e che la scuola (x qnt ne so) l'ha chiusa... ogni tanto parlavamo e mi diceva, "Sai, non so se vado avanti dopo che te ne vai tu, probabilmente qsto è l'ultimo anno... ho perso l'entusiasmo di una volta... Ti ricordi qnd abbiamo aperto qui?", e ci ritrovavamo a parlare di quei pianoforti (finalmente 3 o 4, e pure elettrici, "modernissimi") piazzati in mezzo alle stanze, coperti da teloni di plastica trasparenti...
Se penso alla vernice mi sovviene sempre l'immagine di mio padre in piedi sul mio letto a castello in cameretta (...) che ancora una volta dava una mano di bianco a quella chiazza di... sporco, che si creava sul soffitto a causa dell'umidità... lo ha fatto fino al giorno stesso del trasloco.
Il trasloco... sembra ieri... e in realtà sono passati già 5 anni! Aprimmo una bottiglia di qlcsa quel giorno... sedendo sul nostro vecchio divano, attorno ad un tavolino "semi-nuovo", nella nostra nuova sala... era il 15 gennaio.
Quanti ricordi con quel divano... e pensare che adesso si trova a Roscigno!
Mi ricordo di un giorno in cui ero malato, ero sul divano che guardavo la TV, ero solo in casa... e ruppi il termometro. Ricordo le bollicine di mercurio che cercavo di "asciugare" con i piedi... ma loro sgusciavano via, e io non mi davo pace...
Quando ero malato muovevo in camera di mamma e papà, xchè lì c'era la TV... o meglio... ce la portavamo x l'occasione... Mi svegliavo la mattina e mia mamma doveva andare da qlche parte, eppure sistematicamente a intervalli regolari era sempre lì che rientrava dal nostro portone di legno (dal quale non dovevo aprire "neppure a Gesù Cristo in persona!") ora con un pezzo di pizza del forno Susi, ora con un Topolino nuovo di zezza... e guardavo MacGiver; devo essere stato ammalato un sacco di tempo qnd era piccolo, xchè le puntate le ricordo tutte.
A volte qnd avevo la febbre molto alta mi sembrava di volare, volavo nella stanza dei miei genitori, sull'armadio, attorno al lampadario, poi tornavo "giù" e mettevo la testa sotto le coperte, allora cominciavo a sudare, e forse dopo un po' mi addormentavo...
Ed eccoci ai giorni nostri... non sapete qnt mi tornerebbe utile oggi riuscire di nuovo a volare come una volta...
P.S.: sul blog di Atelkin non ci vado spesso... certo è che qnd ci vado riesce sempre a rubare ua mezz'oretta buona alla mia vita. Questa volta anche di +. Ed è pure riuscito a farmi scrivere un intervento che, di colpo, bypassa tutte le altre bozze e si va a piazzare in prima posizione... mi mancava...
Come mi manca quella mensola grigia... se mai dovessi tornare in quella casa, la nostra casa, sarebbe la prima cosa che andrei a "gustarmi". October 02 one night to be confused / one night to speed up truth / we had a promise made / four hands and then awayMind is a razorblade. Andare via lontano, cercare un altro mondo, dire addio al cortile, andarsene sognando...Quel "chissa qnd" è arrivato.
Solo che non parliamo + di prologo... ma a me non cambia molto, a voi?
Ah, capisco... beh cmq sono io che decido qui su, quindi...
Allora - vediamo... - da un'altra dimensione alcune cose si coprendono meglio.
Si, ma quali?
Forse:
1. Premettiamo: mi faccio sentire io. Non sentitevi trascurati se non vi scrivo/telefono, probabilmente non ne ho semplicemente la voglia (il che può voler dire un pò quello che vi va, su questo vi lascio carta bianca);
2. Se ci sentiamo non ammorbatemi con domande del tipo: "Oh! Ma allora com'è la Francia?!" - "E le francesi?! Eh? Eh? Ehh?!" - "E tu col francese come sei messo?!";
3. Ho voglia di cominciare a vivere di qua... è già passato un mese...
4. Com'è brutto sentirsi ripetere cose che sai e che non vuoi sentire;
5. Se questo intervento non "fila" molto è perchè l'ho iniziato il 10 settembre e lo finisco oggi (sicuro?) 2 ottobre;
6. Ora magari vado a lavarmi la faccia... August 29 Mi offrono un incarico di responsabilità; nn so cos'è il coraggio, se prendere e mollare tutto, se scegliere la fuga o affrontare qsta realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare, provare a immaginare cosa sarò qnd avrò attraversato il mare...Stasera era previsto un prologo al mio viaggio... ma ho sonno, se ne parla domani (o chissà qnd)... August 26 Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno; che inutile serata, amore mio...Pessimismo e fastidio.
Anzi, fasctidio Se non fosse una serataccia di cacca con tutta probabilità non mi avreste più sentito qua su; quindi ringraziate (o maledite, fate un po' voi) la devastante emicrania di 'sta sera (doveva essere la volta buona che si andava a nanna ad un ora plausibile... doveva...) e la voglia di rifuggire dalla massa informe di amici e presunti tali che nutrono quella smaniosa voglia di salutarti quando parti per chissadove che scaturisce da chissaqualemeandrodellaloromentebacata. Grazie, crepi il lupo, e magari quando hai tempo cacami anche se non parto per 6 mesi in Francia.
Una corroborante serata a casa, solo con il mio mal di testa; ai più suona una merda.
Ed in effetti un po' lo è Un'estate inattesa. Ma non inaspettata. Forse non fa molta differenza, ma quello che voglio dire è che l'estate - va beh! - è come il Natale (quando arriva, arriva) eppure la mia ha rischiato seriamente di non arrivare mai (V. cap. "Se non passo l'ultimo esame non tengo la borsa di studio e mi taglio le palle"). Indi per cui tutto quello che è venuto è oro colato, anche se è arrivato in ritardo (a bordo di un'Eurostar. Tranquilli, questa la capisco solo io). Non è che servano grandi doti sintetiche (delle quali peraltro mi fregio) per riassumere il mio mese estivo; in fondo tutto quello che chiedevo era un
In mezzo a cotanto bendiddio (ma guarda un po' che anch'io mi posso sentire appagato una volta ogni tanto) un'altra volta Laura: che stia lavorando ad una candidatura all'oscar da migliore attrice non protagonista nel film della mia vita Il resto del mio Agosto è:
- una presa di coscienza del fatto che si parte da soli; - una presa di coscienza del fatto che non mi va di infliggermi patemi d'animo causati da quanto appena scritto; - una presa della corrente, che a qsto punto s'è sentita chiamata in causa; - alcune spiacevoli notizie (diverse per causa ed effetto); - una decina di giorni dai nonni campani; - ulteriori conferme nell'uso dell'appellativo "Maurino" con il quale Nonno continua a chiamarmi ( - un nuovo paio di occhiali;
- una sorta di "dinamica demografica" degli amici che chiude in passivo, cosa che mi alleggerisce di alcuni etti di preoccupazioni e diversi kili di spiacevoli notizie di cui sopra; - la voglia di scappare - che in elenco figura non a caso in coda - che, sorta diversi giorni or sono, prende vita sotto forma di valigie che mettono piede in camera mia e si riempiono di autostima. Sono pronto. E se non lo sono voglio partire lo stesso. Amen. July 08 Le navi di Pierino erano carta di giornale eppure, vedi, sono andate via...Qualche tempo fa scrissi queste righe che sto x proporvi.
Nacquero dall'idea di collagorare ad un progetto di Paprica (da qnt nn ci sentiamo?!
Bene, finalmente pubblico qsto pezzo, prima che perda di rilevanza (se qsto nn è già accaduto
Ah... originariamente l'idea era quella di finirlo il pezzo...
"7.30: "pappapararararapappara..."
Non ho mai odiato tanto la musichetta del circo, quella - x intenderci - che vi viene in mente quando pensate ad un pagliaccio che giocola con le 3 palline. E' sempre lei a svegliarmi, devo cambiarla, caxxo, la sto odiando. E pensare che ho pure rimediato 3 palline da tennis x imparare a giocolare a tempo perso. E' tempo che la finisca con le chiacchiere, è meglio che mi alzi. "Presto ed indolore"; mi sembra di vedere mio padre che con altre parole usava esprimermi lo stesso (infondatissimo) concetto. Indolore un paio di cogxxxni:) Altri 5 minuti? Ok, concediteli; ma assicurati che non diventino ore, com'è già successo in passato. Eh! Ti pare facile... su, sei grande, poche storie e in piedi. Ed è pure inutile riprometterti che stasera andrai a dormire prima, lo fai da mesi ormai ed è sempre la stessa musica. Se poi ci aggiungi pure il fatto che a te il "pisolino pomeridiano" (che i tuoi coinquilini amano concedersi) nn piace siamo a cavallo. Allora zitto e muoviti, che parlando-parlando (pensando?) si son fatte già le 8 meno 1/4. Oggi è uno di quei giorni nei quali i tuoi simpatici amici hanno lasciato aperta la finestra del bagno dalla sera prima. E tu sei stato il primo a svegliarti (che novità:sbonk:), ci sono 2 gradi; quindi veloce con faccia, denti e tutto il resto, prima di rimanerci...
La colazione ormai assomiglia sempre di più ad una formalità, e a pensarci credo di averla fatta praticamente dappertutto in qsta casa... forse solo nel bagno...
Comincio a farmi schifo al sol pensiero che quanto appena descritto possa, un giorno, divenire realtà. Di nuovo in camera x cercare qualcosa da metterti in quella accozzaglia di vestiti sul "letto degli ospiti"; e di nuovo vengo sopraffatto da una perfida voglia, quella di passare inosservato che mi prende solo qua... Voglio confodermi. E ci riuscirò anche oggi. Jeans, maglione militare e le mie amate Nike verdi, "Mio Dio! Quanti passi avrete percorso..." A volte mi piace soffermarmi a pensare a fin dove mi hanno portato qste scarpe; capita pure stamattina quindi perdo altri 5 minuti a pensare ai miei passi a Barcellona, Philadelphia & co., mari, montagne, calci ad un pallone e - "Caspita!" - pure le sabbie mobili a Bracciano! Cammineranno un bel po' anche oggi, e tu non te lo ricorderai. Giacca, guanti e caramella alla menta che non si sa mai - ma una sciarpa tu? - e di filato fino alla fermata dell'autobus; se lassù qlc1 mi vuole bene giro l'angolo e vedo una decina di ragazzi alla fermata, segno che il 46 non è ancora passato e forse stamattina ce la facciamo ad arrivare in orario: sono le 8 e 10. La visione mi rincuora, ci sono diversi ragazzi, e tra loro anche una ragazza del mio corso. Quindi x qsta mattina di leggere sull'autobus due righe di "Serpico", il libro che porti in borsa, non se ne parla: "poco male", penso, "almeno si scambiano due chiacchiere". Si, peccato che gli argomenti a disposizione di questo tipo di "pubbliche relazioni" siano sempre gli stessi: i corsi, gli esami e il giorno, ancora da fissare, della famosa cenetta che dovevamo organizzare cn tutta la compagnia. Beh, se non altro qste conversazioni mattutine mi aiutano a tornare sulla terra, ed evitare il rischio di arrivare in facoltà ancora addormentato. Cmq dopo una decina di minuti di viaggio siamo "su" (tra poco capirete xchè), e si scende nei parcheggi al di sotto dell'univ. Ancora una volta ringrazio il cielo di aver trovato compagnia, perchè di ricordare l'aula di oggi neppure l'idea... Qst'oggi siamo fortunati, l'aula e la 3 di quota 155 (ma Ancona non era una città di mare?! Finalmente siamo in aula, e siamo arrivati appena in tempo x incrociare il prof. di Scienza delle costruzioni intento a chiudere le porte. Ci attendono 2 ore di lezione, e niente pausa:sbonk: (se non quella che ti prendi "democraticamente" da solo assentandoti col pensiero dalla lezione di tanto in tanto). Un saluto al resto della truppa e ci si siede, anche oggi qlc1 ha pensato bene di tenermi un posto in una posizione dignitosa...[to be continued]" |
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